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L’olio extravergine di oliva, componente insostituibile della dieta mediterranea, condimento dominante della tradizione alimentare, spicca sulla tavola con la sua ricca simbologia e gli indiscutibili valori nutrizionali.
Il nostro extravergine è ottenuto dalle olive dell’Ottobratica, una cultivar autoctona che trova il suo habitat naturale nell’entroterra reggino e sulle colline preaspromontane.
L’Ottobratica produce drupe di piccole dimensioni che assicurano un olio dalle pregevoli caratteristiche organolettiche. Un olio caratterizzato dal fruttato leggero, accompagnato da un sapore lievemente amaro e piccante, con note di pomodoro.
Un olio “armonico” che si manifesta in tutta la sua pienezza appena messo in bocca.
L’extra-vergine di oliva proviene dai terreni coltivati nel comune di Oppido Mamertina.
Ingredienti:olio extra vergine di oliva da agricoltura biologica - certificato da ICEA.
Formato: 0,75 L
Categoria degustativa: fruttato leggero.
Profilo Organolettico
Colore: giallo dorato intenso con riflessi verdi
Profumo: deciso e armonico, con rimandi al fruttocolto al giusto grado di maturazione ed alla foglia di olivo, presenta eleganti note fruttate di pomodoro verde, banana, mela bianca e cardo, arricchito da sottili sentori balsamici di prezzemolo e basilico.
Sapore: morbido e avvolgente, con toni di lattuga,sedano e mela. Amaro e piccante contenuti ed equilibrati che chiudono in mandorla dolce.
Aspetto: limpido.
Accostamento ai cibi: è ideale su crostacei alvapore, insalate di verdure, passati di legumi, primi piatti con molluschi, pesci bolliti, carni bianche ai ferri, carni rosse alla griglia, formaggi freschi a pasta molle.
Produttore: da un progetto di Libera nasce nel dicembre 2004 la cooperativa sociale di lavoro e produzione Valle del Marro-Libera Terra che coltiva nella Piana di Gioia Tauro 60 ettari di terreni confiscati alla ndrangheta.
I soci fondatori sono un gruppo di giovani che con la loro scelta etica e imprenditoriale, netta e inequivocabile, hanno deciso da quale parte stare, rifiutando la logica del compromesso, l’apatia del quieto vivere e la rassegnazione culturale all’onnipotenza mafiosa.
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